skip to navigation

La felicità è contagiosa e si diffonde come un'onda

Secondo una ricerca, lo stato emotivo di una persona può dipendere dalle esperienze emotive di altre persone che neppure si conoscono

Reti socialiLa "felicità" è un fatto collettivo, ed è in grado di diffondersi come un'onda nella propria rete sociale, molto di più della tristezza: è questo il risultato di uno studio condotto da ricercatori della Harvard Medical School e dell'Università della California a San Diego, che lo illustrano in un articolo pubblicato sul "British Medical Journal".

"Abbiamo scoperto che il vostro stato emotivo può dipendere dalle esperienze emotive di persone che neppure conoscete, che sono a due o tre gradi di separazione da voi", osserva Nicholas Christakis, che con James Fowler ha diretto lo studio.

Inviato da AipsiMed il Ven, 12/03/2010 - 10:47

Schizofrenico suicida nel carcere di Poggioreale

Sono oltre 6.000 i pazienti psichiatrici reclusi in carcere

Roma, 11 mar. (Apcom) - Angelo Russo, 31 anni, affetto da una grave forma di schizofrenia, era stato arrestato il 24 febbraio scorso febbraio con l'accusa di aver violentato una ragazza di 19 anni, mentre entrambi erano ricoverati in un Istituto di Igiene Mentale a Pozzuoli. Ieri sera si è impiccato nel carcere di Poggioreale. A dare la notizia l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere. Salgono a 14 i detenuti suicidi dall'inizio del 2010, mentre il carcere si riconferma ancora una volta come "ricettacolo" di ogni forma di disagio sociale: una recente ricerca, realizzata dalla SIMSPE (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria) ha rivelato che il 10% della popolazione detenuta è affetta da malattie mentali. Si tratta di oltre 6.000 persone: 1.533 internate nei 6 OPG (Ospedali Psichiatrici Giudiziari) e le altre recluse nelle sezioni per detenuti comuni.

Inviato da AipsiMed il Gio, 11/03/2010 - 15:48

Amisulpride vs altri antipsicotici atipici: una Cochrane Review

Ormai in molti paesi del mondo industrializzato, gli antipsicotici di seconda generazione (atipici) sono considerati la terapia farmacologica di prima linea per persone affette da disturbi psicotici sia di tipo schizofrenico che affettivo. Recentemente alcune di queste molecole stanno completando l’iter registrativo che li approva anche per il trattamento degli episodi maniacali o depressivi dei disturbi bipolari. E’ interessante ricordare, in questo contesto, come l’amisulpride alla dose di 50 mg/die sia impiegata anche nel trattamento della distimia. Diviene quindi legittimo domandarsi se questi farmaci siano differenti tra loro o se possano essere tutti associati in una sola classe relativamente omogenea. Da cio’ deriva un piu’ ampio dibattito sugli effetti dei vari farmaci antipsicotici di seconda generazione oggi in commercio e su quali siano le maggiori differenze cliniche esistenti tra loro in termini di efficacia e sicurezza. 

Inviato da AipsiMed il Gio, 11/03/2010 - 07:36

La psicologia politica vista da Totò

Un'analisi della politica italiana, di 40 anni fa, ancora attuale. Tratto dal film "Gli Onorevoli", di Sergio Corbucci, 1963.

Inviato da AipsiMed il Mer, 10/03/2010 - 22:07

Problemi cognitivi associati a ipercolesterolemia familiare

Elevata incidenza di alterazioni cognitive lievi con ipercolesterolemia familiare. Si tratta delle conclusioni di uno studio pubblicato su American Journal of Medicine che, in contrasto a precedenti risultati secondo cui l'ipercolesterolemia sporadica non sarebbe correlata allo sviluppo di problemi cognitivi, ha per la prima volta dimostrato che l'esposizione precoce ad alti livelli di colesterolo, così come disfunzioni dei recettori dell'Ldl rappresenterebbero un importante fattore di rischio delle suddette alterazioni. Daniel Zambón e collaboratori dell'Unitat de Lípids, Institut d'Investigacions Biomédiques August Pi Sunyer, Hospital Clinic di Barcellona, hanno sottoposto circa 120 individui ultracinquantenni a tredici specifici test neuropsicologici e ad analisi mediante "neuroimaging". Nei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare è stato registrato un maggiore tasso di disfunzioni cognitive lievi rispetto ai soggetti non ipercolesterolemici (21,3% vs 2,9%; p = 0,00). Nessuna associazione è stata riscontrata tra diagnosi di disfunzioni cognitive e patologie cerebrali strutturali.

Inviato da AipsiMed il Mer, 10/03/2010 - 07:54

Attività fisica per combattere l'ansia

Praticare costantemente esercizi fisici aiuterebbe a risolvere i disturbi d'ansia in individui sedentari affetti da malattie croniche. Queste le conclusioni di un'ampia raccolta di studi realizzata da alcuni ricercatori di Atene. Condizione spesso non riconosciuta e, quindi, non analizzata né tanto meno trattata, l'ansia contribuisce a peggiorare notevolmente la qualità della vita di chi già soffre di altre patologie in maniera cronica. L'indagine ha previsto la selezione e l'analisi di numerosi studi, pubblicati su riviste internazionali tra gennaio 1995 ad agosto 2007, e riguardanti oltre 2.900 persone sedentarie costantemente affette da problemi di salute. Secondo gli autori specifici programmi di attività fisica, praticati per non più di 12 settimane e comprendenti lezioni della durata di almeno 30 minuti, sarebbero in grado di ridurre di circa il 30% i sintomi dell'ansia rispetto alla conduzione di una vita sedentaria senza il ricorso ad alcun intervento.

Inviato da AipsiMed il Mar, 09/03/2010 - 09:22

Stop definitivo all'Omeopatia dal Servizio sanitario britannico

Lo Science and Technology Select Committee del Parlamento inglese incaricato dal Servizio sanitario britannico, l’NHS, di emettere un verdetto sull’Omeopatia ha diffuso un Rapporto che è un vero atto d’accusa contro una pratica definita poco più che un rituale magico, come ci racconta il quotidiano Guardian.

Inviato da AipsiMed il Lun, 08/03/2010 - 23:08

Chi non festeggia l’8 marzo

Oggi si festeggiano le donne, ma la condizione femminile nel mondo resta tragica. Ogni anno 536 mila muoiono per complicazioni legate alla gravidanza, la maggior parte nei Paesi poveri, e circa 68 mila per essersi sottoposte ad aborti non sicuri. In Cina e India, la mortalità delle bambine sotto i 5 anni è doppia rispetto ai coetanei. In condizioni di ristrettezza le famiglie preferiscono allevare figli maschi. In Europa le donne sono sicuramente più fortunate, ma si alza il rischio di disturbi mentali, soprattutto la depressione, e aumenta chi sceglie stili di vita non salutari. Penalizzate nella carriera e sul fronte delle retribuzioni, sulle loro spalle grava il peso maggiore del lavoro non retribuito: la cura dei figli, degli anziani e le faccende domestiche.

Inviato da AipsiMed il Lun, 08/03/2010 - 13:28

L'immagine corporea dell'adolescente è della stessa sostanza dei sogni

Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni (William Shakespeare)

ShakespeareDi Silvana Oliviero * - Il consiglio dei ministri ha avviato l'esame del decreto legge che, oltre alla novità dell'anagrafe dei “seni rifatti”, prevede il divieto di impianto «per fini estetici» per le minorenni. Sono esclusi i casi di malformazione. Il provvedimento non è passato in via definitiva perché manca il via libera della garante della privacy. Decine di migliaia sono gli under 18 in Italia che nel 2008 hanno chiesto un «ritocco» come regalo ai genitori

E’ vero, le equipe chirurgiche ed estetiche, hanno raggiunto traguardi talmente elevati nella sicurezza e nelle tecniche di modellamento rispetto a quelli che son ritenuti inestetismi corporei ed a tal punto che tali interventi oggi per numero, frequenza e presenza nelle diverse stratificazioni sociali, sono pressoché equiparabili e paragonabili ad un rinnovamento di guardaroba, oppure ad una rispolverata di look e d’immagine da spendersi in ambito ludico o professionale.

Nell’adolescenza la percezione interna che qualcosa non vada nel proprio aspetto oppure l’immagine che il minore si trova riflessa per mano dell’interazione sociale in termini di “taglie” con relative forme da “indossare” ad ogni costo, può causare un disagio psicologico potenzialmente escludente non solo dalla relazione interpersonale, ma inibente persino della vivificante e benefica sensazione di sentirsi a proprio agio nei propri “panni corporei”, quelli naturali, quelli di sempre, quegli stessi più spetto egli trova che siano troppo ampi o troppo stretti. E, si badi, quelli in vigore nell’attualità non sono canoni “classici”, gli stessi che avrebbe codificato il greco Fidia per intenderci, bensì li si devono a furbi e potenti manipolatori occulti massmediologici dell’imposizione di un’immagine studiata a tavolino in cui a tutti i costi far rientrare ragazzi e ragazze che vogliano sentirsi integrati ed alla page.

Il corpo della donna, ma anche quello delle teenagers negli ultimi anni, è particolarmente investito di significati interni ed esterni, di percezioni psicolibidiche e di ritorni d’immagine psicosociali.

Provo a spiegare, soprattutto a me stessa, e ad interpretare le più probabili cause e le manifestazioni in termini di effetti di cui queste immagini possono esser suggestive, davvero in grado di impressionare il rapporto tra il Sé ed il proprio corpo perturbandone l’armonia e l’equilibrio psico-fisico che in quell’età è assai altalenante e precario.

E’ l'adolescenza quella fase del ciclo di vita umano compresa fra gli 11 e i 18 anni, nel corso della quale gli individui provano ad acquisire competenze e requisiti necessari per assumere le responsabilità di adulto. In tale processo di transizione verso lo stato di adulto, naturalmente giocano un ruolo determinante fattori di natura biologica, psicologica e sociale.

In quell’età al cambiamento fisico si associano esperienze emozionali molto intense dovute sia alla vistosità dei mutamenti corporei, ma anche dell'assetto pulsionale, teso com’è il minore alla ricerca di nuovi equilibri nei rapporti con il mondo e con il proprio Sé.

Di tali trasformazioni, contrariamente a ciò che più spesso si pensa, l'adolescente è particolarmente consapevole: di questo un indice risiede anche nella sua mancata accettazione con annessa aggressività e conflittualità verso figure, regole e stereotipi sino a quel momento mutuati dalle figure di riferimento familiari. Nel contempo avvengono altri cambiamenti a partenza dalle stimolazioni del mondo circostante a cui l'adolescente pone maggiore attenzione nel tentativo dell’acquisizione, sia pur parziale, di una certa autonomia. Tali prove (ed errori) inducono a voler adottare forme e stili di vita diversi dal passato, ma comunque finalizzati all’interazione col gruppo dei pari, pena l’esclusione e l’emarginazione. Queste trasformazioni mettono in discussione non solo la rappresentazione del Sé, ma anche quella del proprio corpo talvolta inaccettato e persino ritenuto dall’esterno inaccettabile. Nasce così la doverosità, persino la necessità di un aggiustamento, di una trasformazione, anche chirurgica di parti del proprio corpo non in sintonia con la propria identità, ma anche distanti da quelli che sono i riferiti stereotipi culturali di bellezza più condivisi. In specie nella femmina, nelle ragazze. Ma è solo pressione sociale verso un certo tipo d’aspetto fisico quello che condiziona le adolescenti? Oppure il tutto può rientrare in una sorta di generalizzato disturbo da dimorfismo corporeo?

Inviato da AipsiMed il Lun, 08/03/2010 - 09:05

Successo a Roma per il libro scritto dai pazienti

Il lavoro ha permesso loro di essere autonomi, di imparare ad amarsi, ad ascoltare i propri bisogni e a cambiare. Un’esperienza indimenticabile per Florideo, che ha prestato servizio nella Croce Gialla, per Maria, che ha lavorato come parrucchiera, e per gli altri pazienti del centro diurno di psichiatria di Lanciano. Quel lavoro si è trasformato nel libro “Storie di lavoro”, che è tra i sette finalisti del concorso internazionale “Storie di nuovi mondi possibili”, organizzato dall’Università Popolare di Roma. «Nel libro», spiega Sandra De Thomasis , direttrice del Centro servizi per il volontariato di Chieti, «c’è la voce dei pazienti del centro, i loro sogni, le speranze, quella dei loro familiari e dei tutor che hanno seguito le varie fasi del progetto “Lavor-azioni”, promosso nel 2007 dal Comune di Lanciano e finanziato dalla Regione, che ha permesso ai 19 ragazzi del centro diurno di beneficiare di borse lavoro». Tra i racconti c’è quello di Florideo Sperandii che ha prestato servizio nlla croce gialla di Lanciano.

Inviato da AipsiMed il Dom, 07/03/2010 - 22:02

Sezioni del sito

Archivio

Premi

eContent Award 

eContent Award 2009

Certificazione

Aderiamo allo standard HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica Aderiamo allo standard HONcode per l'affidabilità dell'informazione medica.
Verifica qui.

Accedi qui